Ci si lamenta dei tie-in che generalmente offuscano il valore dell'opera originale, ma se capitasse l'esatto contrario? Ovverosia che il prodotto pensato per l'intrattenimento superi addirittura in qualità l'omonima pellicola da cui è tratto? Le Cronache di Spiderwick è l'esempio lampante di tale teoria. Pensato e sviluppato per appagare un pubblico infantile, diverte senza alcun dubbio più della pellicola diretta da Mark Waters. Nei panni dei tre ragazzini (Helen, Jared e il gemello Simon) dovrete farvi largo a colpi di spada e ingegno, perché i goblin che infestano la foresta vicina alla mansion non vi daranno tregua. Riprendendo fedelmente la struttura narrativa della pellicola, una voce narrante - quella del lontano pro zio Arthur Spiderwick - vi spiegherà man mano l'evolversi della vicenda attraverso sequenze estrapolate dalla pellicola. Tanto che se avrete già visto il film al cinema, sarà molto più facile intuire gli obbiettivi finali. Purtroppo a variare sono le voci, nonostante un doppiaggio completamente in italiano.
Osservare la magia dal buco della serratura
Per quanto concerne il gameplay, la maggior parte delle missioni saranno suddivise in incarichi. Una volta superate le principali il gioco vi permetterà di controllare anche gli altri ragazzini, compreso una tantum Giangoccetto, il goloso custode del libro. Ogni personaggio avrà delle abilità e uno stile di lotta caratteristico, differente dagli altri, dando quella sensazione di varietà decisamente sensata. Anche in virtù del fatto che potrete addentrarvi nella foresta alla ricerca degli spiritelli – i quali vi forniranno di diversi poteri -, l'elemento esplorativo gioca un ruolo centrale nell'avventura firmata Stormfront studios. E altrettanto vero pero' che l'assenza della mappa e la limitata (e confusa) ambientazione di gioco - in questo caso per demerito della pellicola stessa - renderà piuttosto dispersiva e monotona la ricerca fuori dalla villa. Il parco mosse sarà estendibile a seconda dei goblin uccisi e dei relativi denti che lasceranno cadere al suolo. L'azione trae giovamento da questo immediato sistema di gestione del personaggio, e la ricerca degli spiritelli come sub quest aggiuntive fornirà il titolo di una longevità sopra la media.
Questo mondo fatato è invisibile agli occhi
Graficamente il prodotto Sierra lascia piacevolmente colpiti: la cura nella rappresentazione della mansion è maniacale, e sebbene avara di effetti particellari negli ambienti all'aperto, nel complesso il lavoro svolto merita un elogio particolare.
Gli effetti sonori e la soundtrack, dopotutto, riprendono i temi della pellicola originale calando perfettamente il giocatore nei panni dei tre spaesati ragazzini azzeccando così la giusta atmosfera. Anche le animazioni sono ottime, e interagire all'interno di un mondo magico e affascinante stimolerà ad occhi chiusi i giocatori più piccoli. Da evidenziare infine l'interessante modalità multigiocatore (“Lega Internazionale degli Spiritelli”) e la presenza di extra come trailer, filmati del gioco e la brevissima presentazione ai due creatori della saga, Holly Black e Tony Di Terlizzi. Se avete apprezzato il film al cinema, il titolo Sierra riuscirà ad espanderne considerevolmente l'esperienza complessiva.