Ammettiamolo: Yakuza è stato un titolo controverso, ben distante dal capolavoro preannunciato dalla stessa Sega e oltremodo lontano da quel classico osannato dal popolo videoludico che fu Shenmue. Le meccaniche di gioco stantie, unite a snervanti tempi di caricamento, a l'assenza del sistema di lockaggio e a una trama poco più che buona (di palese orientamento orientale), ne hanno incredibilmente minato il concept di partenza. Ma il team capitanato da Toshihiro Nagoshi è deciso a bissare il successo del precedente, ritoccando dove necessario la struttura da open-world con l'intento di eliminare tutti difetti più importanti. Una premessa consapevole, sia dei limiti tecnici della macchina sulla quale girerà il gioco che delle idee interne al team. Chi lo ha già provato (in Giappone è uscito da mesi vendendo l'incredibile cifra di 500.000 unità!) si dice fiero del risultato finale. Chi lo deve ancora provare (noi europei), non stiamo più nella pelle. Sega nel frattempo, in virtù dell'ottimo riscontro di critiche e vendite, ha subito iniziato i lavori del terzo capitolo della serie per console next-generation.
Welcome to Osaka
In Yakuza 2 vestiremo nuovamente i panni di Kazuma Kiryuu, esattamente dodici mesi dopo gli eventi narrati nel prequel. Il titolo svilupperà una fitta trama di nuove storie e legami emotivi comunque connessi col passato. Molte domande troveranno finalmente le loro risposte e la sfida tra il "Dragone di Doujima" e il "Kansai Dragon", a Osaka, sarà il tema portante dell'intera vicenda. Da Tokyo a Osaka, dunque, le differenze non si ripercuotono solo sul piano urbanistico, ma prevalentemente sul gameplay e sulle dinamiche comportamentali dei protagonisti. Potrete girovagare liberamente per le vie di Tokyo e Osaka, imbattervi in scontri casuali, missioni secondarie e mini giochi dal gusto retrò.
"…la sfida tra il 'Dragone di Doujima' e il 'Kansai Dragon', a Osaka, sarà il tema portante dell'intera vicenda."
L'azione dominerà le scene grazie a nuove mosse e interazioni con l'ambiente circostante: il pubblico vi lancerà occasionalmente armi o oggetti contundenti con cui affrontare i nemici e il sistema di aggancio è stato rivisto e migliorato secondo una logica più dinamica e funzionale. Le sub-quest presenti faranno letteralmente impallidire il primo Yakuza per varietà e quantità: bowling, mini-golf e addirittura la possibilità di gestire un proprio hot club saranno solo alcune delle libertà offerte dal titolo, come piacevole e spassoso diversivo dalla ben più solida e cinematografica esperienza principale.
Win or die
Graficamente non sembrano esserci grossi cambiamenti rispetto al passato: la profondità di campo e la poca definizione delle texture lasciano presagire pochi miglioramenti in tal senso. Le animazione, si spera, verranno collegate tra di loro in maniera naturale, senza risultare discontinue e 'robotiche'. E' evidente che il titolo miri a consolidare le sue qualità adoperandosi quel minimo che basta ad attrarre a sé i fan della s(e)aga. D'altra parte, limati, in parte, anche i lunghissimi tempi di caricamento e la monotonia generale, e sicuro di un doppiaggio in lingua inglese da Oscar, Yakuza 2 rischia seriamente di risultare l'ultima, grande esperienza diretta su Playstation 2. Non c'era davvero modo migliore per chiudere il ciclo vitale della console dei record. "Live in your world. Play in ours".