Ad essere sinceri non si tratta di un vero e proprio cambio di rotta per la serie, ma bensì di un frullato di vecchi e nuovi generi, sicuramente tra i più rappresentativi e utilizzati dal team Insomniac negli anni precedenti. Un po' platform, puzzle-game, shoot'em-up, rhytm-game, sparatutto, stealth-game, corse e fantastico, “Secret Agent Clank” è un incrocio tra i primi episodi della serie, Gladiator e Size Matters; il tutto condito da un'ironia leggera e da uno storyline non-sense - in questo caso forse, fin troppo pletorico. Il team High Impact Studios, responsabile del precedente successo “Ratchet & Clank: L'altezza non conta” sempre per Psp, è tornato confezionando un prodotto la cui valutazione, anche per un adulatore della serie, non è affatto semplice.
Ratchet sembra essersi rivoltato contro quella società che lo ha reso un eroe: bramoso di potere, viene colto con le mani nel sacco nel bel mezzo di un furto planetario. Clank, solenne spalla nonché amico fraterno, si metterà alla ricerca del vero responsabile dietro alla cattura di Ratchet…
Non è ciò che sembra
Il gioco si suddivide in missioni la cui caratteristica principale è quella di variare costantemente registro. Sebbene il protagonista sia il robotico Clank (impegnato in travestimenti e in citazionistiche situazioni furtive), durante l'avventura prenderete il controllo di Ratchet, l'imbranato capitano Quark – il quale continua a fingersi un eroe moderno – e i tre gadgetbot, amici robotici del protagonista. Questi ultimi daranno al titolo un impronta da puzzle game originale e divertente, mentre gli scontri in arene con Ratchet stancheranno per via di un'asfissiante monotonia, col tempo deleteria. L'impronta ironica maggiore la lascia senz'altro il capitano Quark (che non puo' non ricordare il mitico Zapp Brannigan di “Futurama”) con le sue fittizie avventure intergalattiche e assurdi salvataggi planetari che ripercorreremo, in maniera leggera, in prima persona. Circa il gameplay non tutto funziona alla perfezione: a parte fastidiose incertezze di camera che talvolta costringono a rifare un livello per improvvise cadute nel vuoto, le scelte imposte dal gioco costringono il giocatore a seguire un iter preimpostato, limitando considerevolmente l'approccio libero. In termini pratici controllare i vari personaggi risulta semplice e comodo ma si sarebbe dovuto osare di più… Il level design per giunta non appare ispirato - tesi avvalorata da un dettaglio generalmente poco particolareggiato degli ambienti e da pochissimi effetti particellari che colorano lo schermo.
La difficoltà si mantiene in linea con la serie tanto che superare gli ultimi livelli richiederà nervi saldi e tanta, tanta pazienza. Naturalmente le armi, come sempre marchio di fabbrica della serie, saranno presenti in quantità industriale, permettendo di sfogare tutta la vostra violenza repressa e voglia di distruzione. Piace constatare inoltre come la longevità si attesti sulle 15 ore abbondanti, qualora vogliate completare tutte le missioni secondarie: in virtù della mancanza dell'online e di qualsiasi modalità multigiocatore, è un buon modo per tenersi occupati.