Ogni quattro anni in concomitanza con l'evento agonistico per eccellenza, il gioco ufficiale sui giochi olimpici arriva nei negozi puntuale come un orologio svizzero. Quest'anno è SEGA a distribuire il titolo e sempre sviluppato da Eurocom – società britannica che tra alti e bassi si è generalmente distinta per una qualità dei prodotti su licenza più che discreta (007: Nightfire, Batman Begins). “Beijing 2008” non fa eccezione, ma a che prezzo? In un mercato come quello videoludico in continua evoluzione, ci sono generi che non cambiano mai. Da “International Track & Field” di Konami, infatti, i titoli sportivi realizzati secondo canoniche dinamiche di gioco non hanno mai osato rimodernarsi. Messe a disposizione un tot di gare e eventi, il giocatore si attiverà secondo il classico approccio “button smashing”, ovvero un essenziale mix di tempismo, velocità e precisione sulla base del premere forsennatamente i tasti su schermo. Un modo ormai preistorico di emulare (realisticamente?) lo sforzo fisico.
Più veloce, più alto, più forte
Se da un lato tale approccio ha sempre funzionato a dovere, col passare del tempo si è dimostrato fortemente fallace. Frustrante come pochi e indubbiamente monotono, il gameplay del titolo è fondamentalmente lo stesso dell'edizione precedente, se si escludono un paio di eventi esclusivi. Il ping pong e il Judo però non solo si dimostrano privi di spessore, ma appaiono ingestibili e realizzati troppo in fretta per essere considerati delle valide aggiunte. Nel primo caso la fisica della pallina è praticamente assente – appare più che altro come un pezzo di carta circolare che segue una traiettoria predefinita. Gli stessi movimenti degli atleti inoltre risultano legnosi, e la telecamera posizionata dietro le loro spalle compre buona parte del tavolo di gioco, rendendo difficoltosa la gestione della partita. Nel secondo caso invece è il sistema di controllo a non convincere, nonostante un buon numero di animazioni. Fortunatamente ci sono anche delle sfide divertenti tra le quali citiamo il salto in lungo, corpo libero (molto elegante) e il lancio del giavellotto ma dopotutto, non offrono che un tipo di divertimento fin troppo statico e a lungo andare ripetitivo. Soffermandoci sulle statistiche, il numero di discipline presenti è impressionante (si parla di ben 38 totali!) tuttavia l'approccio fin qui criticato è determinante nel stemperare la voglia di proseguire col tempo, perché se premere alternativamente due tasti in maniera frenetica è già stancante per una decina di secondi, i 1500 metri corsa sono praticamente irrealizzabili se non si mette in pause il gioco ad intervalli di tempo regolari. Riuscire a guadagnare le medaglie d'oro in alcuni eventi è davvero così sfiancante che il senso di appagamento crescerà a dismisura in relazione ad esso, e lo stesso si può dire della frustrazione. Bisognerà impratichirsi sul campo o, in alternativa, osservare attentamente i tutorial opzionabili ad ogni gara per ottenere risultati quantomeno decenti nella modalità Olimpiade. A tal proposito, quest'ultima si apprezza per l'ossatura gestionale per mezzo della quale saremo liberi di gestire i parametri della squadra (forza, resistenza, agilità, etc.) in modo tale da facilitare l'ascesa sul podio.