Stranamente la pellicola di Martin Campbell “Casinò Royale” - successo mondiale e revival di una saga in caduta libera – alla sua uscita non godette di un tie-in videoludico. “Quantum of Solace” giunge così in soccorso di tutti gli appassionati e arriva giusto in tempo per affiancare l'omonima pellicola cinematografica. A distribuire il titolo non è più EA bensì Activision. Il passaggio, quasi indolore, non si è fatto mancare un budget di tutto rispetto e un team (interno) di qualità. Treyarch infatti ne ha curato lo sviluppo in collaborazione coi producer e la troupe del film. Questo ha permesso al videogioco di seguire pedissequamente gli eventi narrati nei due capitoli Bondiani dopo il restart attuato dalla produzione, e il cui rappresentante non può che confermarsi Daniel Craig. Nonostante il passaggio di testimone, però, l'agente segreto non ha cambiato la sua filosofia ludica, rimasto ancorato alla visuale in prima persona e a un gameplay fortemente esagitato.
Quantum of Royale?
Partendo dall'intreccio narrativo, il titolo lascia indifferenti a causa di un mancato approfondimento delle relazioni che mobilitano l'agente segreto all'uccisione del terrorista pluri ricercato di nome Dominic Green. Se per caso avete rimosso dalla memoria Casinò Royale e non avete fatto in tempo a vedere Quantum of Solace, il gioco vi creerà non poca confusione. Quello che colpisce però è una regia in-game altamente spettacolare dal taglio cinematografico, unita a un approccio misto tra tattico e action che diverte sin dalla prime ore. I personaggi, doppiati e interpretati digitalmente dagli stessi attori che hanno preso parte alla duologia cinematografica (Eva Green, Daniel Craig, Judi Dench, Olga Kurylenko) creano una continuità essenziale affinché il giocatore si senta responsabile delle azioni dell'unico e solo agente 007. Ciò è reso anche grazie all'ottimo modello poligonale dei protagonisti, Craig in primis, e da un nutrito numero di animazioni che rendono naturali e reali i loro movimenti su schermo. Negli scontri la reazione dei nemici ai colpi d'arma da fuoco tuttavia non è molto realistica – lo stesso vale per l'IA - e l'impressione che il titolo da è quella di un lavoro unidirezionale realizzato nel tentativo di esaltare a tutti i costi il lato cinematografico del franchise.
Riponi le armi o uccidi
Tra i pregi sottolineamo un elegante level design che rende di fatto ogni singolo ambiente ispirato e architettonicamente fedele alle suggestive location dei film. Gli effetti particellari come fuoco e pioggia svolgono il loro dovere, raggiungendo la loro massima espressività in alcuni momenti utopici (la missione sul treno e l'inseguimento nel cantiere edile in Uganda lasciano senza fiato).