Hair e Jesus Christ Superstar sono solo due dei capisaldi del genere musical, un genere che ha avuto successo in un periodo storico particolare e che in questi ultimi anni non è riuscito ad affermarsi e a farsi apprezzare. Un opinione probabilmente condivisa anche da Disney che ha destinato il suo primo musical alla televisione, non pensando di creare un vero fenomeno culturale. High School Musical nasce come semplice “Original TV Movie” con un cast di attori sconosciuto e indubbiamente alle prime armi. Il progetto, affidato al coreografo Kenny Ortega, è riuscito invece a riportare in auge, anche se piuttosto immeritatamente, un genere che ha ancora molto da dire.
Troy Bolton (Zac Efron) è il capitano della squadra di basket della East High School che, a causa di una serie di eventi tra cui anche l'arrivo della studiosa Gabriella Mondez (Vanessa Hudgens), ha scoperto la passione per le arti sceniche diventando, a sua insaputa, il protagonista del musical di Primavera. La casta storia d'amore con Gabriella, il disaccordo del padre (allenatore della squadra di basket) e del malefico duo Sharpay (Ashley Tisdale) e Ryan (Lucas Grabeel), considerati da sempre i “vip” della scuola, fanno da contorno ad una storia piuttosto frivola e sempliciotta, interessante solo per le canzoni pop e le moderne coreografie.
Così è iniziato High School Musical che, forte del successo, ha avuto immediatamente un seguito, anch'esso destinato alla sola televisione, ambientato nel centro estivo di Sharpay e Ryan. Con il terzo e ultimo capitolo, ben voluto dai produttori ma non altrettanto dagli attori protagonisti, Disney ha voluto chiudere “con il botto” puntando direttamente al Cinema. Una scommessa vincente?
Dopo lo “spin-off” al centro estivo si ritorna alla East High School dove i nostri amati scolaretti concluderanno il ciclo delle superiori e dovranno effettuare l'ardua scelta del college. Il film si apre con la sudata vittoria dei Wildcats sulle note del brano Now or Never (Ora o Mai) e immediatamente si percepisce lo stile adottato da Kenny Ortega: abbandonata la commedia musicale si punta direttamente al vero musical teatrale. In tutta la durata del film il vero protagonista è il palcoscenico dove, con una regia particolare e pressocchè perfetta, ogni scena ne viene ricondotta.
Mentre Gabriella è stata già accettata all'Università di Stanford in California, suo sogno sin da bambina, Troy si troverà ad un bivio difficile: seguire la volontà del padre ed iscriversi all'Università locale diventando campione, insieme all'amico di infanzia Chad (Corbin Bleu), della squadra dei Red Oxe o iscriversi alla Jullian di NewYork specializzandosi nelle arti sceniche? In entrambi i casi la distanza con Gabriella sarebbe troppo elevata e il rapporto tra i due non può che inclinarsi. Intanto fervono i preparativi per il musical di Primavera che per molti, come appunto per i protagonisti, rappresenta la fine del Liceo, delle amicizie e degli amori. Nonostante il disaccordo di tutta la classe, la professoressa Darbus (Alyson Reed) decide che il musical deve rappresentare un momento della vita di ognuno di loro e quindi tutti sono chiamati a parteciparvi. Purtroppo Gabriella si impone di essere adulta fino in fondo e decide di abbandonare lo spettacolo dedicandosi esclusivamente ai corsi della Stanford. Il musical di Primavera, con somma gioia, diventa quindi il musical di Sharpay.
La storia si conclude con il conseguimento del diploma e il classico lieto fine, che non vi sveliamo per la sua ovvietà, in puro stile disneyano
Ad una storia banale indirizzata ad un pubblico adolescenziale e preadolescenziale (l'unico bacio tra i protagonisti si vede solo dopo un'ora di film) si affianca un musical di tutto rispetto. Come già detto in precedenza, non siamo di fronte ad una commedia musicale, come è possibile definire i prequel, ma ad un vero musical dove ogni location, dalla palestra della East High, dalla casa di Troy Bolton alla mensa della scuola o all'Università di Stanford, divengono, con una regia spettacolare e con degli appositi accorgimenti post-produzione, le scene di un teatro, vero protagonista della storia e causa principale delle azioni e delle decisioni dei protagonisti. Ottima la colonna sonora firmata da Matthew Gerrard, Robbie Nevil, Jamie Huston, Andy Dodd e Adam Watts ricca di canzoni pop orecchiabili (in totale 12, se includiamo anche i due brani ripresi da High School Musical e High School Musical 2) che contengono diverse citazioni ai musical che hanno fatto la storia. Inutile parlare delle coreografie firmate dal regista Kenny Ortega che è riuscito ad adattare il genere musical agli anni 2000 grazie al giusto mix tra hiphop, videodance e jazz moderno supportato inoltre da scenografie dinamiche e ben realizzate.