Troppe storie hanno condiviso uno sfondo comune proponendo a conti fatti poche novità di rilievo in termini di gameplay. Il Secondo Conflitto Mondiale è forse l'evento storico che più di tutti ha stuzzicato le fantasie degli sviluppatori di videogiochi, tanto che nel corso degli anni sono usciti centinaia di sparatutto in prima persona - per la maggiore prodotti molto validi, bisogna ammetterlo. Ma per l'appunto: sparatutto. L'esordiente team di sviluppo Replay Studios ha messo in moto un progetto genuino, sebbene sia attivo da troppi anni perché possa meravigliare anche solo tecnicamente. Tuttavia propone già diversi contenuti interessanti, tra cui una massiccia componente stealth, una trama in parte autobiografica e un'atmosfera che richiama i film di Andrej Tarkovskij.
Violette story
La storia racconterà la vita di Violette Szabo, agente segreto tedesco che nel corso della Seconda Guerra Mondiale riuscì, lavorando dietro le linee tedesche, a rubare informazioni essenziali per l'andamento della guerra. Purtroppo la sua intelligenza e il suo fascino conturbante non le permisero di vivere a lungo poiché fu scoperta e assassinata dai nazisti il 5 febbraio del 45 all'età di 23 anni. La trama verrà raccontata in maniera onirica, con la protagonista distesa su un letto per motivi che non ci è ancora dato sapere. Una scelta sensata giacché permetterà di gestire gli eventi in modo molto libero e funzionale al gameplay. Da questo punto di vista non ci sono novità da segnalare: Violette potrà arrampicarsi, strisciare nell'ombra e uccidere i nemici silenziosamente, naturalmente gestendo a proprio vantaggio le fonti di luce come accadeva nei più celebri episodi dedicati all'agente dell'NSA, Sam Fisher. Le uccisioni andranno conteggiate e realizzate solo se strettamente necessarie per evitare che i corpi senza vita mettano in allerta le guardie circostanti. L'atmosfera che si respira è polverosa, accesa da un rosso fuoco. Le animazioni appaiono perfette laddove rifinite, mentre altre infastidiscono per il grave abbozzo proposto. Il titolo prodotto da Gamecock comunque si mantiene visivamente godibile grazie a buoni effetti particellari e a un discreto numero di pixel a comporre ambienti e personaggi. Naturalmente il fatto che sia in progetto dal 2005 non lo valorizza in termini di ottimizzazione, ma i tocchi di classe non mancheranno di esaltare almeno gli appassionati.
Assassina silente
Una caratteristica interessante, per così dire, è l'iniezione di adrenalina per mezzo della quale Violette potrà rallentare i nemici e giocare di anticipo per evitare un terribile knockout. Le uccisioni silenti verranno effettuate da vicino ma qualora degli ostacoli non vi lascino avvicinare troppo, la vostra fida pistola potrà terminare qualsiasi mela marcia presente nel vostro raggio d'azione. I programmatori, convinti della bontà della loro opera prima, hanno per altro evitato qualsivoglia aggiunta multiplayer poiché, secondo il loro punto di vista, avrebbero distolto l'attenzione dall'avventura principale. Chissà se la narrazione riuscirà a tenere incollati alla sedia.
Disponibile da autunno su PC e Xbox 360, “Velvet Assassin” potrebbe non farcela a competere ad armi pari coi mostri sacri del genere stealth quali “Splinter Cell” o “Metal Gear Solid”. Ciò nonostante, potrebbe introdurre delle situazioni e delle svolte ludiche in grado di far chiudere un occhio sui difetti rudimentali, favorendo il lato prettamente d'enterteinment, immediato e diretto.