Underworld rappresenta la fine dei giochi. Il capitolo finale che mette a tacere le esperienze metafisiche di Lara con la madre, morta decenni prima, e interrompe le ricerca legate alle scoperte del padre ad Avalon. La storia narrata dal team americano è comprensibile anche senza aver giocato i capitolo precedenti ma se cercate un'esperienza ricca di rimandi, collegamenti e sfaccettature, che li abbiate almeno “spolverati” è quantomai fondamentale (si, anche Tomb Raider: Anniversary per amor di completezza). L'incipit vede la villa Croft distrutta da un'esplosione con fuoco e fiamme a coprire tutta l'inquadratura. Ma quando la pellicola riavvolge la catastrofe, si scorge Lara fuori la mansion premere il pulsante e distruggere passato e presente in colpo solo. A parte i forti legami affettivi, pero', la protagonista non abbandona l'approccio mistico e mitologico a lei tanto caro, con il martello del Dio Thor imprescindibile per salvare il mondo dall'ennesima distruzione.
Stile e sensualità
Il gameplay è rimasto invariato rispetto al predecessore, escluse alcune aggiunte: Lara adesso può realizzare qualsiasi cosa ma solo se preventivato dal gioco. Se in un muro manca un appiglio, non potrete scalarlo ma tuttalpiù se accostato a un altra parete, potrete saltare da una parte all'altra con la stessa agilità del Principe di Persia. Dispone inoltre di una videocamera (in)utile per riprendere dalla distanza ambienti e nemici e di un PDA, strumento in grado di rilasciare parecchie informazioni necessarie allo svolgimento della missione. Per la prima volta nella serie, infatti, potrete richiedere degli aiuti qualora non riusciate a superare un determinato enigma; avvicinando potenzialmente il prodotto a chiunque. Alla prova dei fatti risulta invece irrilevante la mappa tridimensionale dell'ambiente – soprattutto nei livelli sommersi - poiché si limita a mostrare l'area di gioco senza illustrarne i dettagli. Come in Legend, tornerà la moto per permettervi di coprire grosse distanze tra un livello e l'altro - essenziale quando i giochi si faranno più complessi e la velocità prerogativa per completare determinati enigmi. In sella al vostro bolide potrete anche sparare ai nemici e percorrere in lungo e in largo le vaste ambientazioni disponibili. Oltretutto, tra una corsa e l'altra, non dovrete temere la presenza incombente dei caricamenti, presenti solo ad ogni inizio capitolo.
EsplorAzione
Proprio gli scorci ambientali sono uno dei motivi che rendono l'ultimo capitolo della serie un vero spettacolo da osservare. Il level design è ottimo così come gli effetti particellari; meno ispirati risultano invece i nemici, la narrazione e la zona Artica. Eppure basta un tuffo nei livelli sommersi per trattenere i fiato e riprenderlo una volta terminata l'avventura. Meravigliosi.
In Tomb Raider, riuscire a capire l'esatto percorso da seguire per iniziare un lungo enigma ambientale è l'aspetto che più appaga dell'intera esperienza. L'azione rimane un deterrente dal quale i programmatori hanno preso le dovute distante per favorire l'esplorazione, immergendo il giocatore in ambienti vasti e ricchi di dettagli, da vivere e respirare come fossero reali. Lara si sporca realisticamente e rimane bagnata per qualche secondo dopo essere uscita dall'acqua. I pixel coprono la sua bellezza poligonale senza sbavature, e proporzioni a parte, il suo fascino è ripagato da un'agilità felina grazie alla quale nessun nemico più tenerle testa. Underworld è un titolo frenetico (in poche occasioni), fortemente esplorativo e avventuroso (in tutte le altre) e appassionante nonostante proponga un gameplay in parte logorato dal tempo ma comunque apprezzato e ancora oggi in grado di dire la sua.