Il prossimo primo maggio, in concomitanza con l'omonima pellicola cinematografica, vedrà la luce X-Men Le origini: Wolverine, videogioco confermato per tutte le piattaforme disponibili sul mercato e sviluppato presso gli studi di Raven Software.
Di action puri, in particolare su console, se ne vedono molti, ma pochi possono vantare il fascino dei mutanti Marvel. In particolare James Howlett (Logan) è già stato tributato nel 2003 da Activision con X-Men 2 - La vendetta di Wolverine: modesto titolo d'azione; immediato nelle meccaniche di gioco ma carente sotto il profilo tecnico. Il marchio pero' andrebbe sfruttato per come si deve e il team di sviluppo si sta muovendo in tal senso verso una direzione concreta. Poche chiacchere e fatti alla mano: costretti a seguire una scaletta molto rigida e intimiditi da un'aspettativa da parte degli appassionati sempre crescente, i ragazzi di Raven hanno messo a punto un gameplay immediato e brutale, fedele alla natura violenta delle strip cartacee e visivamente aderente alla pellicola diretta da Gavin Hood.
Il nostro avatar avrà naturalmente le fattezze e le movenze di Hugh Jackman, diventato il volto ufficiale dell'eroe dallo scheletro di adamantio. Il publisher spinge chiaramente sulla licenza cinematografica per vendere quante più copie possibili ma se ne distacca per quanto riguarda la trama: pur avendo in comune gli eventi raccontati nella pellicola (e quindi prevalentemente le origini) il gioco approfondirà vari aspetti della personalità di Logan. Il team ha espresso la volontà di spettacolarizzare ogni azione del protagonista senza tuttavia ricorrere ai quick time event (ossia eventi precalcolati nei quali l'interazione è ridotta all'osso). In ogni momento avremo il controllo assoluto dei suoi movimenti, e grazie ad una perfetta dislocazione dei tasti sul pad, massacrare e coreografare la violenza sarà uno spettacolo elettrizzante. Innanzitutto partiamo dai finishing move, ovvero quei colpi mortali enfatizzati da movimenti di camera a rallentatore e schizzi di sangue; passiamo poi ai contrattacchi e alla possibilità di rispedire al mittente granate o altre armi lanciate contro di noi, per poi finire al Feral Sense – istinto animale allo stato puro che colorerà lo schermo di azzurro mettendo in risalto i punti deboli dei nemici. Tutte queste abilità, unite alle molteplici combo realizzabili, non lasciano scampo a possibili fraintendimenti: anche se in alcuni momenti il gioco prevederà schemi ludici d'evasione come l'esplorazione di una base nemica o un adrenalinico Sky diving, la componente action prevarrà su tutto il resto. Non si hanno ancora conferme su una possibile (ma neppure tanto certa) modalità multiplayer, né abbiamo potuto valutare direttamente la versatilità dell'intelligenza artificiale dei personaggi controllati dalla cpu. Probabilmente la carneficina non sarà semplice e l'elemento tattico giocherà un ruolo fondamentale nei faccia-a-faccia coi boss.
In genere tutti i personaggi godranno di animazioni robuste e ben articolate; non eccessivamente realistiche né tanto meno assurde. Nella fattispecie Wolverine, con una foga inaudita, squarcerà qualsiasi cosa gli capiti a tiro, lasciando i segni dei suoi artigli sui corpi dei poveri malcapitati. La grafica da questo punto di vista impressiona per qualità dell'atmosfera e per la mole di dettagli visibili in game, giacché il team gode delle più moderne tecnologie di rendering e sviluppo di ambienti tridimensionali. Anche i campionamenti sonori e le musiche andranno a migliorare un prodotto che sembra già possedere le doti per divertire molti fan dei picchiaduro a scorrimento.
Se c'è una lezione che abbiamo imparato dai videogiochi su licenza è che questi non si smentiscono mai. Eppure Activision Blizzard potrebbe avere in mano le carte vincenti: non sarà forse innovativo né proporrà idee originali, pero' se riuscirà a mettere d'accordo critica e videogiocatori, allora potrà vantarsi di aver ridato ai tie-in parte della dignità perduta da tempo.