Sulla splendida e tranquilla isola di HulaHula, Impy festeggia il suo compleanno. Curioso ed eccitato per le sorprese, s’intrufola nella dispensa della madre per dare una sbirciatina alla torta, quando vede con sommo stupore solo briciole…Ad ammettere l'innocente furto è lo sguardo tenero di Baboo, la nuova sorellina di Impy. Il Panda si affeziona talmente tanto a Impy che non lo mollerà un istante. Tale legame non è tuttavia ricambiato dal piccolo dinosauro, tant'è vero che farà in modo di allontanarla quanto più possibile.
Dall'altra parte dell'oceano, l'impresario Barnaby sta preparando l'inaugurazione per il suo nuovo parco giochi: “Il Mondo di Barnaby”. I suoi finanziatori, tre sceicchi arabi (uno dei quali doppiato da Marco Carta, vincitore di “Amici” e dell'edizione 2009 del Festival di Sanremo), sono venuti a ispezionare i loro investimenti e a vedere dal vivo l'enorme dinosauro robotizzato. Quando però va in corto circuito dopo la sua primissima dimostrazione, a Barnaby vengono dati sette giorni per rimediarne uno vero, altrimenti niente più finanziamenti e addio divertimento.
In Germania l'animazione computerizzata sta facendo passi da gigante, specialmente sul lato tecnico: laddove in Italia prodotti simili non trovano spazio produttivo, in Europa alcune anche piccole società investono capitali per mettersi al pari degli Stati Uniti. Nello specifico Ambient Entertainment, dopo aver finanziato il primo film di animazione tedesco completamente computerizzato, Back to Goya (2004), torna all'attacco portando al cinema uno dei dinosauri più amati del paese: Impy. Già affermatosi al cinema lo scorso anno con Impy e il mistero dell'isola magica, il nuovo film diretto da Reinhard Klooss si racconta, ammiccando ai classici dell'animazione tradizionale, senza innovazioni di sorta.
Impy non è però una creazione recente: nasce, in realtà, negli anni ‘60 in Germania, da un'idea di Max Kruse. Dopo aver scritto molti libri per bambini con protagonisti gli animali, Kruse era in cerca di qualcosa di diverso da proporre alle generazioni più giovani. Così gli venne l'idea di un dinosauro “congelato” in un'epoca moderna, incontaminata, dove tutti gli animali sono in grado di comunicare…o quasi. Impy è riuscito a conservare la sua popolarità grazie al continuo sguardo rivolto al futuro: pur rimodellati varie volte nel corso del tempo, i personaggi hanno saputo mantenere lo spirito intatto, lo stesso che Kruse infuse loro la prima volta.
In Impy Superstar - Missione Luna Park tornano tutti i volti più celebri, compresi nuovi personaggi realizzati ad hoc. La trama non si discosta dal diluire messaggi, quali pace e amore in totale leggerezza, senza così contravvenire alle regole morali dei film per famiglie. A dir la verità, i sentimenti più puri e semplici emergono anche grazie a una buona resa tecnica, con animazioni convincenti e interazioni con l'ambiente circostante quasi sempre precisi e coerenti. È chiaro: il film è diretto a un pubblico di giovanissimi che apprenderanno, divertendosi, grazie alla comicità fisica dei personaggi più ridicoli, tra cui il divertente Otto - bulldog un po' tonto, vera mascotte trascina-risate. Da sottolineare la presenza del vincitore della 59^ edizione del Festival di Sanremo, Marco Carta, come doppiatore. La sua voce, giovane e squillante, incollata allo sceicco (basso, grasso e di mezza età) stona leggermente nel contesto, ma almeno si riprende nei titoli di coda cantando la cover “That's the way (I like it)”: unica nota stonata per un film sicuramente di basse pretese, ma che riuscirà a strappare delle innocenti risate…sempre che abbiate dei bambini da portare al cinema.