E' incredibile come una produzione milionaria, spudoratamente iniziata per un prurito economico e basata su una licenza tra le più importanti al mondo, non riesca a tributare degnamente l'oggetto della discussione. Ed è ancora più assurdo imbattersi in filmati amatoriali su YouTube e rimanere basiti nell'apprendere quanto tali progetti sperimentali siano addirittura migliori (nonché più fedeli) del più atteso live-action del XXI secolo dedicato a Dragonball. Dopotutto è come quando Hollywood fiuta l'affare e sviluppa autonomamente progetti provenienti da altri continenti, con delle filosofie di pensiero ben distanti dalla loro: è successo con Dragonball e succederà con Dylan Dog. Sul secondo aleggia tanta paura (almeno in Italia, patria di Tiziano Sclavi), sul primo invece tanto rammarico.
La storia - un frullato sempliciotto basato su riferimenti all'anime del tutto casuali – racconta di un essere alieno di nome Piccolo che, scampato non si sa come da secoli di prigionia, ha come obbiettivo la distruzione del pianeta Terra. Goku è l'eroe che metterà a tacere la minaccia, pur scontrandosi inizialmente con la sua goffaggine, sia a scuola che nella vita. Da qualche parte spuntano anche le sette sfere del drago, qualche richiamo comico – il genio delle tartarughe con la passione per le riviste erotiche – e in generale importanti rimaneggiamenti dei profili dei personaggi. Ed ecco spiegato l'evolution nel titolo. Il regista non solo abbandona senza motivo la complessa mitologia creata da Akira Toriyama, ma ne ridicolizza alcune tracce non andando in profondità, lasciando cadere importanti sottotesti nonché linguaggi figurativi che ne hanno decretato il successo.
Più che un'evoluzione, sembrerebbe un'involuzione.
Ad infastidire è dunque la semplicità con la quale James Wong gestisce la storia: soluzioni narrative facili, sviluppo dei personaggi approssimativo e spessore psicologico inesistente. Non solo: anche tecnicamente strappa più di una risata. Se durante il finale di Matrix Revolution avete pensato che un Dragonball live-action oggi era finalmente possibile, ricredetevi: con Evolution la computer grafica è tornata indietro di almeno due decenni. Il cast, piuttosto scialbo - compreso un vaneggiante Chow Yun-Fat -, non ne aumenta la credibilità, finendo per essere considerato l'ennesimo esponente di un genere (il trash) della razza più illogica e spietata. Da noleggiare tuttalpiù per ridacchiare in compagnia, ma a quel punto tanto vale recuperare il Taiwanese Dragon Ball – Il Film (1989).
Il risultato, budget a parte, non è poi così diverso.