Tra la confusione e la paura, prima o poi tutti i più grandi publisher ripescano dal cilindro successi passati: per assecondare i nostalgici ricordi dei videogiocatori, abbracciare l'ovvietà e continuare a dominare il mercato; talvolta con innovazioni tanto grandi da trasformare i remake in nuove IP, altre volte (meno fortunate), aggiornando semplicemente delle meccaniche di gioco vecchie di decenni. Capcom ha impiegato diverso tempo prima di collegare le dinamiche ludiche di “Bionic Commando” – già allora potenzialmente adatte al versatile mondo delle tre dimensioni - all'incredibile capacità tecniche di PlayStation 3 e Xbox 360.
Ti aggancio con affetto
Affidato al team svedese Grin (già sviluppatore del remake “Bionic Commando Rearmed” per Live Arcade e del recente “Wanted: Weapons of fate”), il ritorno dell'atletico Red Spencer promette un coinvolgimento totale, sia sul lato narrativo – con una trama ben articolata - che sul gameplay, all'apparenza fedele alla natura dell'originale “Bionic Commando” (1987) apparso sulle console dell'epoca.
La trama vedrà Red tradito dal comandante Super Joe e privato del suo braccio bionico in una città, Ascension, la cui legge vieta il possesso di parti meccaniche, anche se queste fungono da articolazioni. Braccato dalla polizia e condannato a morte, troverà la salvezza nella casualità di un attacco terroristico rivendicato da gruppo Bio-Rain. Il comandante sarà costretto a riabilitarlo, dotandolo del suo braccio per fronteggiare i nemici, così da evitare un secondo attacco ancor più devastante e mettere fine alla distruzione.
Se la trama, per lo meno nei dettagli, tutt'oggi rimane avvolta nel mistero, non lo sono le meccaniche di gioco più volte reclamizzate dal team di sviluppo in lunghi video-in-game e trailer pubblicitari: il gioco si presenta come un'avventura d'azione in terza persona libera dalle canoniche limitazioni strutturali, tipiche degli action 3D di vecchia generazione. L'ambiente sarà interamente esplorabile e si nota da subito una profondità di campo ragguardevole. Grazie alla protesi meccanica, potremo aggrapparci a qualsiasi appiglio (saremo comunque facilitati da una mira automatica) e vibrare nell'aria come un moderno uomo ragno, da uno struttura e l'altra… Al diavolo il realismo!
Spara, ma solo se hai voglia
Tra una città in rovina e una fitta giungla ricca di vegetazione, dovremo farci largo sfruttando il nostro braccio, utile non solo per gli spostamenti ma soprattutto negli scontri corpo a corpo: sarà possibile afferrare qualsiasi oggetto dell'ambiente e scagliarlo contro i nemici, oppure agganciarli direttamente per poi sfruttare lo slancio per colpirli con forza. Oltre a questa particolare applicazione, della quale il titolo Grin si rende orgoglioso, verrà contemplato l'utilizzo di armi da fuoco per velocizzare gli scontri e renderli più dinamici. La varietà, dopotutto, non sembra mancare.
Anche graficamente il team svedese ha svolto un ottimo lavoro di rendering, oltre ad aver curato dettagliatamente animazioni e particolari filtri grafici, preziosi per migliorarne l'impatto scenografico generale. Per quanto riguarda il doppiaggio, è confermata la voce di Mike Patton per il protagonista - era la Tenebra nel poco tributato “The Darkness”. A questo punto speriamo in una localizzazione testuale così da godere dell'originale timbro vocale del cantante.
Maggio ormai è alle porte. Se volete conoscere tutta la verità su questo grande ritorno non dovrete far altro che continuare a seguirci e sperare nell'ennesima produzione Capcom indimenticabile.