Con tanto preavviso e un budget da capogiro, il sequel del popolare e indimenticabile “Mafia” di Illusion Softworks – oggi rinominato 2K Czech dopo l'acquisizione da parte di Take Two - tornerà ad ottobre di quest'anno su PlayStation 3, Xbox 360 e Pc. Rispetto al primo capitolo sono tante le novità introdotte, oltre chiaramente ad un aspetto tecnico raffinato e in linea con le moderne tecnologie. A rimanere immutabile è invece lo stile, il taglio cinematografico della narrazione e la libertà di movimento con cui il team Ceco ha caratterizzato il suo capolavoro; vivere i disagi e i risvolti di una società in tumulto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale non sarà facile, né, probabilmente, lo è mai stato.
Il sogno capitalista
Empire City - una cittadina che ricorda New York e San Francisco - è scossa dall'era del capitalismo in seguito alla fine della guerra e al dirompente cambiamento sociale che sta investendo l'America tutta. Irrompe il processo economico e il giovane Vito Scaletta, le cui origini siciliane fa fatica a nascondere, è stanco di seguire gli ordini dei suoi superiori così decide di prendere le redini delle organizzazioni criminali creando letteralmente il caos tra le famiglie rivali. Un percorso tortuoso e pericoloso, che determinerà le sue attitudini al conflitto, alla resa e al dominio del proprio Io. Un inizio come tanti, una fine come pochi.
“Mafia II” non nasconde certi cliché ma sa come svilupparli senza scadere nel banale. Intrattenimento e riflessione sono i punti cardine sui quali il team di sviluppo si è concentrato per riproporre la seconda interazione del suo brand di successo. Dopotutto “Grand Theft Auto 4” ha dimostrato una maturità nei temi e nell'approccio notevole, nonostante l'incipit sembrasse identico ai capitoli precedenti. Cosa aspettarci dunque da un videogioco che dalla sua nascita ha voluto omaggiare un periodo storico col massimo rispetto, sia contenutistico che scenografico? Pensate ai noir cinematografici e a come si siano evoluti i mafia movie da Howard Hawks a Francis Ford Coppola. Applicate questo processo cognitivo al mondo dei videogiochi e avrete un'idea sommaria del perché Mafia II sia un titolo tanto importante.
In terre straniere
Ciò che maggiormente caratterizza il dna del titolo è l'atmosfera incredibilmente fedele al periodo storico di riferimento: dall'abbigliamento ai mezzi di trasporto, tutto è reso con una minuziosa cura al dettaglio applicata non solo alle texture - quindi alla resa grafica generale - ma ai gusti e alle mode dell'epoca. Durante una passeggiata in centro o nei filmati di intermezzo, che copriranno le circa 20 missioni della campagna principale, potrete rivivere luoghi e sensazioni familiari lungo un'intera decade. Un cambiamento che si rifletterà sulle strade, sui locali e sulle persone che man mano incontreremo. Dove pero' Mafia II lascia esterrefatti è nell'identità, nella recitazione e nella complessità emotiva dei personaggi secondari, e ciò produrrà ovvie reminiscenze: dai conflitti interiori portati al cinema da Brian De Palma (Scarface, Carlito's Way) alle asciutte biografie criminali di Martin Scorsese, fino al già citato Francis Ford Coppola (Il Padrino).
A sangue freddo
Dal punto di vista del mero gameplay, il titolo non differirà molto dal suo predecessore, salvo nella profondità di alcune quest e nei conflitti a fuoco. Difatti è stata ulteriormente migliorata la precisione dei controlli, il sistema di copertura e la mira automatica, rendendo queste sessioni oggettivamente appaganti. L'interazione con gli ambienti è soltanto scenografica dato che nessun elemento di contorno danneggiato potrà in qualche modo cambiare il normale svolgersi degli eventi. Completa libertà di movimento significa inoltre poter girovagare senza alcuna restrizione i sedici chilometri quadrati di cui si compone Empire City e, volendo, accettare soltanto le missioni secondarie ponendo così l'accento sulla crescita sociale del proprio alter ego. Una libertà certamente più contenuta rispetto agli eccessi schizofrenici di “Saints Row” o alla dimensione romanzata di Grand Theft Auto, ma sicuramente la più realistica e concreta in circolazione.
“Mafia II”, è indubbio, punta al contenuto tanto da sacrificare la varietà. Sebbene si confermi una scelta in parte forzata dalla vastità del progetto e dal voler rimanere fedeli al format originale, sembra essere la scelta più sensata in virtù dei distinti caratteri della concorrenza. Ad ottobre sapremo quanto Vito Scaletta sia effettivamente un duro, in ogni caso tenete in caldo l'artiglieria: il potere va controllato con la forza.