E finalmente, dopo più di due anni di attesa dall’annuncio dell'inizio dei lavori avvenuto nel 2007, ArenaNet si è presenta alla GDC 2009 con il primo video e le prime informazioni su Guild Wars 2, seguito di uno dei pochissimi RPG online che ha saputo tener testa al titano della Blizzard negli anni passati. Pur con le dovute differenze: è pur vero che il primo gioco di ArenaNet ha superato i sei milioni di copie vendute, ma con l'indiscusso vantaggio di essere un titolo privo di canone mensile, caratteristica che ne ha sicuramente avvantaggiato la diffusione, a parte la comunque indiscutibile qualità del titolo. Ragazzi sicuramente in gamba quelli di ArenaNet che hanno saputo confezionare un titolo ibrido che fa quasi genere a sé (tanto da spingerli a coniare la definizione di CORPG, ovvero Cooperative/Competitive Online Role-Playing Game), caratterizzato da un incredibile livello artistico, da un mondo di gioco ben caratterizzato ed espanso negli anni in maniera intelligente. Per certi versi, anche innovativo siccome è stato il primo a elevare il genere degli RPG online nell'universo degli e-sport, con i primi tornei ufficiali per le gilde con tanto di premi in grossi dollaroni. Ora Guild Wars si prepara a fare il suo ritorno sui monitor dei nostri PC, per portare le idee di ArenaNet su un nuovo livello qualitativo.
Ritorno a Tyria
Il mondo nel quale ci ritroveremo a muovere i nostri passi in Guild Wars 2 è, al tempo stesso, il medesimo al quale i giocatori del primo Guild Wars erano abituati, eppure anche differente. Ci ritroveremo sempre a Tyria, infatti, ma ben 250 anni dopo gli avvenimenti di Eye of the North (l'ultima espansione pubblicata da ArenaNet). Il mondo non è più lo stesso al quale siamo stati abituati, devastato dal risveglio dei grandi draghi che, per secoli, sono rimasti a dormire un sonno magico sotto la superficie stessa del mondo e che ora sono tornati, per chissà quale motivo, distruggendo interi continenti e rimescolando fragili equilibri. I collegamenti con i continenti di Cantha ed Elona (ambientazioni delle due campagne Factions e Nightfall per il primo Guild Wars) sono interrotti del tutto e le razze che popolano Tyria si ritrovano anch'esse isolate e circondate dai pericoli, in una continua lotta per la sopravvivenza.
Ci muoveremo in una Tyria nuova, sia dal punto di vista dell'ambientazione che da quello delle meccaniche di gioco, delle quali parleremo tra un attimo. Per quanto riguarda il lore, una prima grande novità la troveremo già in fase di creazione del personaggio: potremo, infatti, decidere tra ben cinque razze diverse, quattro delle quali già conosciute ai player di vecchia data (ovvero Umani, Charr, i piccoli Asura e i possenti Norn), e una inedita, i Sylvari, una razza che fa la sua apparizione a Tyria solo pochi anni prima dell'inizio delle vicende del gioco e che si muove alla ricerca del proprio scopo in questo nuovo mondo. Inoltre, trovandoci 250 anni dopo le vicende del primo capitolo, sarà anche interessante notare l'evoluzione di stili e architetture che stavolta saranno maggiormente rinascimentali, e che si rifletteranno anche nell'abbigliamento dei personaggi e nei loro equipaggiamenti (saranno, ad esempio, introdotte le armi da fuoco!).
Il cielo in un'istanza
Abbiamo parlato di una Tyria “nuova” non solo dal punto di vista del lore, ma anche del gameplay: mentre con il primo Guild Wars, ArenaNet è ricorsa a una mossa piuttosto intelligente, presentando sul mercato un prodotto alternativo a World of Warcraft (che si è ritagliato una fetta di utenza di assoluto spessore), ora sembra intenzionata a compiere il grande salto verso il mercato MMORPG vero e proprio. Guild Wars 2 presenterà, infatti, un mondo persistente e meccaniche tipiche dei giochi di ruolo massivi, lasciando al giocatore una capacità di esplorazione totale, con la possibilità questa volta di saltare, nuotare (pare che ci saranno intere regioni sommerse da visitare) e di raggiungere tutte le locazioni visibili, facendo così dimenticare le fastidiose barriere invisibili del suo precursore. Il passaggio a un mondo di gioco realmente persistente ha anche consentito agli sviluppatori di introdurre un interessante sistema di “eventi live” che provvederà, in maniera più o meno casuale, a far scattare, in determinati luoghi e momenti, accadimenti che richiederanno un intervento del giocatore e che avranno conseguenze reali sull'ambientazione.